Firenze vale sempre una visita
Eccomi alla riscoperta delle mie colline toscane con altri occhi, magari un po’ sfocati nonostante abbia ripulito le lenti dei miei occhiali. Quanto sono belle! Riescono sempre a suscitare in me meraviglia, a parlarmi e infondermi quel sentimento di pace di carducciana memoria unito alle sue riflessioni. La voglia della città però mi assale dopo giorni di paesello natio e della casa avita. Di una città in particolare che oramai da diversi mesi ho voglia di rivedere, di perlustrare, alla ricerca del tempo perduto e passato. Il desiderio è cresciuto lentamente, contemporaneamente alla passione che maturava leggendo i libri della saga del Commissario Bordelli. Tutti rigorosamente ambientati nel capoluogo toscano nel decennio 1960/70. Sul marciapiede del binario numero 3, cui si accede oramai da tempo con un sottopasso e se va bene (ovvero se funziona) anche utilizzando un ascensore (segni manifesti dell’enorme progresso), attendiamo il nostro treno per Firenze. Un’ora e cinqua...




