Occhi di bambina: Marco Vichi racconta una latitanza vista da una bambina
In "Occhi di bambina" (Guanda), tra i dodici candidati al Premio Strega 2026, una storia vera di fuga e affetti spezzati sullo sfondo degli anni di piombo Chi conosce Marco Vichi per il commissario Bordelli resterà spiazzato. "Occhi di bambina" non è un giallo, nemmeno velato, ma il racconto in prima persona, filtrato dallo sguardo di una bimba di sette anni, di una latitanza dai contorni per lei oscuri. Entrato tra i dodici candidati allo Strega non ha raggiunto la sestina finale ma resta una delle prove più sorprendenti dell'autore. Siamo a Firenze, nel giugno 1985. « Arianna, vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui ?», chiede la nonna. La madre è partita nel novembre 1983, in fuga dall'Italia degli anni di piombo e non può rientrare. " Io la mamma non la lascio da sola” è la risposta di Arianna che sceglie di raggiungerla. Seguiranno la banlieue parigina e poi Barcellona, nuove scuole, nuove lingue, nuove separazioni. Soprattutto quella dai nonn...




